Molti hanno notato che il digiuno secco è meglio tollerato di quello a acqua soprattutto per  l’assenza del senso di fame. È una cosa che non sorprende. Il fatto è che l’acqua fuori dall’organismo e quella che esso assimila sono due cose completamente diverse. L’organismo elabora le molecole dell’ acqua in ingresso, le ripulisce dalle informazioni superflue, le struttura e le trasforma in molecole sue, aventi le proprietà dell’organismo stesso. A questo fine, come per l’assorbimento del cibo, gli è necessario spendere una determinata quantità di tempo ed energia. Il digiuno secco è più completo proprio perchè fornisce pieno riposo all’organismo. Allo stesso tempo è più efficace perchè il corpo non può esistere senza acqua e per questo vengono coinvolte le riserve, il grasso superfluo in prima istanza (il corpo sintetizza l’acqua utilizzando l’ossigeno dell’aria e l’idrogeno del tessuto adiposo).
Durante il digiuno a acqua nell’organismo entra acqua esogena, dal di fuori, ed è proprio essa il fattore principale di depurazione. Secondo la legge della convenienza biologica la cellula in questo caso spende il minimo della sua energia. Comunque il processo avanza normalmente: tutte le tossine, i veleni, le scorie vengono dissolti e,  metaforicamente parlando, le tossine vengono lavate via dalle cellule, dallo spazio intracellulare.

Durante il digiuno secco, senza acqua, non ha luogo alcuna “lavatura” ma piuttosto un processo di bruciatura delle tossine “nella propria fornace” nel senso che ogni cellula, in assenza di acqua, inizia una reazione interna. Ogni cellula si trasforma temporaneamente in una minifornace, in un minireattore. L'acqua è assai necessaria ma le cellule rimangono senza, specialmente le cellule malate e alterate. In tali circostanze sopravvivono le cellule più forti, le più sane, ed esse, volenti o nolenti, per sopravvivere a tali estreme condizioni sono costrette ad attivare l’elaborazione della loro acqua endogena, di qualità eccellente.



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